Perché avevo smesso di usare Instagram

Se pensi che io avessi previsto la scrittura di questo articolo in seguito al distacco dai social, ti dico subito che niente di tutto ciò era programmato. Anche se ci pensavo a singhiozzi, anche se pubblicavo più di rado, non è stata una conseguenza studiata.

Quella stessa mattina - il primo giorno senza essere "sociale" - dopo aver sistemato i bambini per la scuola, per un attimo mi sono ritrovata a pensare "cosa faccio senza Instagram?". L'ho trovato inquietante (a questa esclamazione sarebbe seguito un emoji), la scrittura sui social è "diversa" e forse non dovrebbe, ma non è questo il punto.

Trascorrevo la media di DUE ore al giorno a scorrere foto, spargere cuori e lasciare commenti. Probabilmente, per qualcuno due ore al giorno non sono molte ma se lo si associa al tempo impiegato dietro le quinte, allora diventano davvero troppe.

Condividevo ricette e consigli per il piacere di... ma spesso ci si ritrova a confrontare il tuo modus operandi con quello altrui. Ci sono dinamiche dei social che non mi appartengono e doverle necessariamente seguire mi disturbava. 

Ora, tornando al mio pensiero da primo giorno off line non è che da fare non né avessi, ma scorrere quelle foto faceva parte della quotidianità, sottraendo tempo ed attenzione ad altro. Quando scrissi il post con il quale comunicavo la mia decisione, credo sia stato compreso di cosa stessi parlando, di quale fosse la necessità di staccare per un periodo indefinito, poteva anche trattarsi di una sola settimana, questo ancora non potevo saperlo.

Certo, mi sarei potuta limitare a scrivere e pubblicare ricette, tralasciando tutto il resto ma in quel momento non né vedevo il senso. Ad oggi ho ritrovato il piacere di cucinare senza pensare se potesse essere "instagrammabile", o se fosse o meno in linea con le ricette in voga del momento. 

Cosa mi è mancato di più di Instagram? Il buongiorno di alcune amiche, le foto che suscitano emozioni e no, non parlo di quelle patinate ma di attimi veri. A proposito, sai qual è stato il primissimo nome del blog? "Voglia di vita vera" poi l'ho cambiato perché temevo potesse sembrare "elementare" perchè le cose semplici ci fanno quasi paura ma l'essenza che mi contraddistingue è la medesima così com'è vero che le scarpe con il tacco non modificano realmente l'altezza, che un rossetto non disegna un sorriso, che una buona azione non fa di te la persona più giusta del mondo. 

A questo punto, mi sento anche in dovere di spiegare la scelta di Fornelli e tulipani... Naturalmente, il piacere di cucinare e il fiore che preferisco richiamando a sé tutto ciò a cui amo dedicarmi. L'errore, se così vogliamo definirlo, è stato prediligere la sola scrittura di ricette e pochi affini, tralasciando buona parte di una me diversa, o per meglio dire intrinseca.

Quando ho riferito a mio marito della mia decisione, seppur momentanea, perché questo in fondo lo sapevo già, lui ha chiesto perché. Perché abbandonare dopo essermi dedicata a tutto questo con passione?!

Quella frase mi ha fatto venire un groppo in gola e ulteriormente riflettere. Il vero problema è sempre lo stesso, il modo di utilizzare un social fa la differenza e quando un po' per inerzia e perché "così fan tutti" entri nelle dinamiche alle quali accennavo sopra, capisci che il vero problema non è l'esistenza dei social ma l'importanza che gli attribuisci.

Non so se tutti questi pensieri messi nero su bianco, abbiano per te un senso logico, per me assolutamente sì ma spero possano comunque aiutatarTI (non è un errore di battitura) a comprendere. Non so nemmeno quanto tempo tornerò a dedicare a Instagram, quel che so è che voglio farlo a mio modo, senza vincoli, senza regole se non quelle del buon senso, senza forzature, senza logiche algoritmiche! 

Mi farebbe un piacere immenso sapere cosa ne pensi e se ti va di raccontarmi se anche tu hai attraversato un momento simile, ti leggo volentieri... 

Cinzia 🌷

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